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Il caso
La polizia postale ha sequestrato in casa della giovane il telefonino e un computer la trentenne arrestata su mandato della Procura della Repubblica di Terni per aver "tormentato" l'ex ragazzo che l'aveva lasciata
di TIZIANA ACETO
COSENZA - Siamo un popolo di grandi comunicatori, almeno in base ai dati che riguardano l’invio di messaggi. Dal telefonino, dai tablet, da Facebook, attraverso le mail riusciamo in poco tempo a raggiungere e contattare i nostri cari, le persone che amiamo o con le quali abbiamo un rapporto di lavoro. Ma quando questi messaggi cominciano a diventare ossessivi e a disturbare il nostro interlocutore allora può anche arrivare un’accusa per stalking. Questa volta però il molestatore, non è il fidanzato lasciato, l’amante abbandonato, l’innamorato non corrisposto, insomma non è un uomo bensì una ragazza. Una fidanzata che probabilmente non accetta di essere stata scaricata e allora comincia a “perseguitare” l’ex in maniera ossessiva con messaggi e telefonate. Ed è per questo che ieri una trantenne della provincia cosentina è stata arrestata in seguito alla denuncia di un giovane di Terni. La Procura di Terni ha chiesto il supporto della Polizia postale di Cosenza che ieri mattina verso le sei si è recata a casa della giovane. Dopo la perquisizione gli inquirenti hanno sequestrato il telefonino e il computer e hanno portato la giovane al comando di via Rivocati. Subito dopo la giovane donna è stata portata in carcere a Castrovillari e oggi comparirà davanti al gip che deciderà se confermare l’arresto.
IL PRECEDENTE. Il primo caso a Cosenza, di una donna accusata di stalking ai danni di un uomo ha coinvolto un avvocato civilista. E’ accaduto dall’ottobre del 2009 al febbraio del 2010. Cinque mesi da incubo per l'esponente del foro cosentino. E' stato il civilista, esasperato dalle continue chiamate della giovane, a chiedere l'intervento della magistratura, presentando una regolare denuncia. Da qui le indagini, col pubblico ministero Di Maio, che ha formalizzato all'indagata l'accusa inserita nell'articolo 612 bis del codice penale. La giovane è stata accusata di aver effettuato “con ritmo ossessivo e incessante centinaia di telefonate sulle utenze” dell’avvocato civilista e di avergli inviato “innumerevoli sms” sul suo telefono cellulare. In un'occasione la giovane, fuori di sè, si sarebbe recata finanche nello studio dell’avvocato, dicendogliene di tutti i colori. Tra i due ci sarebbe stata una relazione, poi bruscamente interrotta, con la giovane che non avrebbe accettato la decisione dell'avvocato di troncare tutto. Il civilista è stato costretto “ad alterare le proprie abitudini di vita” ed è arrivato “a staccare le proprie utenze telefoniche mobili e fisse”.
Adesso il nuovo caso che coinvolge la giovane calabrese e l’ex fidanzato umbro.
giovedì 31 maggio 2012 18:57
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