martedì 21 maggio 2013 | 17:10

Ambiente

Sequestro a Rossano: lavoravano le olive
e scaricavano a mare liquami maleodoranti

Uno stabilimento industriale scaricava i resti della lavorazione: il tratto costiero era diventato nero ed emetteva cattivo odore. La Guardia Costiera interviene e sequestra di quindicimila metri di piazzali e di ventimila metri cubi di sansa

di LUCA LATELLA

Sequestro a Rossano: lavoravano le olive 
e scaricavano a mare liquami maleodoranti

Il sequestro del piazzale

 

ROSSANO – Quindicimila metri di piazzali e 20mila metri cubi di sansa sequestrati. Questo il “bottino” di un’operazione della Guardia Costiera di Corigliano, conclusa nei giorni scorsi in contrada Fossa, a sud della città.

Gli uomini del capitano Antonio D’Amore hanno completato lunghe e laboriose indagini relative alle cause della strana colorazione delle acque del mare Jonio notata in prossimità della foce del torrente Nubrica, in località Fossa. Nel tratto di litorale interessato, lo sbocco a mare del torrente presentava acque di colore nero e maleodoranti.

I militari della Guardia Costiera hanno, quindi, risalito il percorso del torrente Nubrica fino al fosso di scolo denominato “Ciccino” e, con l’ausilio di mezzi e tecnici del comune di Rossano, è stato accertato che quello strano liquame scuro e di cattivo odore giungeva in mare dalla lavorazione di olive da parte di uno stabilimento industriale poco lontano da contrada Fossa.

Da qui il sequestro penale preventivo di parte di un’azienda industriale ed in particolare di piazzali per oltre 15.000 metri quadrati, di 20.000 metri cubi di sansa di olive depositata, vasche di decantazione per la raccolta delle acque, pozzetti interrati e di tutta la condotta idraulica per la raccolta delle acque meteoriche e di dilavamento in parte interrata ed intubata ed in parte a cielo aperto che dall’azienda porta i reflui della lavorazione delle olive attraverso il canale ed il torrente fino al mare.

Dalla Capitaneria di Porto di Corigliano fanno anche sapere che la sansa era poggiata alla rinfusa nei piazzali dell’azienda e per la maggior parte priva di copertura, quindi esposta agli agenti atmosferici ed alla pioggia che, attraverso la formazione di rigagnoli e piccoli laghetti di acqua di colore nero e dall’odore nauseabondo, si riversava in alcune vasche di decantazione ed in parte confluiva in un canale di scolo a cielo aperto. Il liquame, così, tracimava verso il fosso “Ciccino” e quindi attraverso il torrente Nubrica, fino al mare, causando la strana colorazione dell’acqua.

I presunti responsabili dei reati di danneggiamento, getto pericoloso di cose, deturpamento di bellezze naturali, violazione dei vincoli paesaggistici ed ambientali, inquinamento delle acque di superficie dolci e del mare, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria di Rossano e sono stati diffidati dal porre in essere ogni attività per eliminare le cause dell’intorbimento e presunto inquinamento delle acque superficiali e del mare.

 

martedì 10 aprile 2012 12:17

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