mercoledì 19 giugno 2013 | 07:54

L'inchiesta

Non mandavano i propri figli a scuola
Denunciati 22 genitori nel Crotonese

I carabinieri hanno monitorato l'anno scolastico insieme ai dirigenti degli istituti ed effettuato controlli nelle famiglie. Le assenze erano giustificate con malattie definite improbabili e non documentate da certificati medici. In alcuni casi è stato scritto che i ragazzi dovevano aiutare a svolgere lavori manuali
Non mandavano i propri figli a scuola
Denunciati 22 genitori nel Crotonese

PETILIA POLICASTRO (KR) – Ventidue genitori sono stati denunciati dai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro per non avere ottemperato all’obbligo scolastico dei propri figli. I controlli sono stati effettuati nell’ambito di un più ampio servizio che ha permesso di monitorare, durante tutto l’anno scolastico, lo svolgimento delle lezioni. In particolare, per quanto riguarda i genitori denunciati, l’attività è stata portata a termine in totale sinergia con i vari dirigenti scolastici. I ragazzi avrebbero dovuto frequentare le scuole elementari e medie, e il biennio delle superiori dei comuni di Petilia, Mesoraca, Santa Severina, San Mauro Marchesato, Caccuri e Roccabernarda.

Svariate le giustificazioni addotte da questi genitori, come ad esempio improbabili malattie dei ragazzi (senza alcuna certificazione medica), necessità che gli stessi aiutassero i parenti in lavori manuali, ma nessuna sufficiente a giustificare quello che per molti ragazzi è stato un vero e proprio abbandono scolastico con la conseguente, naturale, perdita dell’anno.

Durante il periodo della scuola, i militari dell’Arma di Petilia Policastro hanno svolto anche attività di sensibilizzazione concretizzata da numerosi incontri avvenuti all’interno della aule, discorrendo sulla legalità e sui problemi dei giovani, da lezioni tenute da specialisti dell’Arma sull'educazione stradale e il rispetto del Codice della Strada, dalle scolaresche che si sono recate in visita presso la Caserma di Petilia, per vedere da vicino come vivono e lavorano i militari, dai più di 500 ragazzi e un centinaio di genitori incontrati, con i quali si è cercato di dialogare con semplicità e naturalezza.

martedì 12 giugno 2012 12:53

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